INSIDE (ME) – Poesia e Death Education, di Laura Liberale

Dal 15 settembre al 14 ottobre 2018, presso i suggestivi locali del Forte delle Benne di Levico Terme, in Trentino, verrà ospitata l’installazione INSIDE (ME) – Poesia e Death Education.

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“La poesia è un processo di misteriosa transustanziazione che restituisce in qualche modo la parola usuale e trita a una condizione di rinnovata immediatezza ed efficacia, ripristinando la sua carica culturale”, scriveva Giovanni Giudici.
Mi è sembrato essenziale e utile convogliare sul tema della morte questo processo di restituzione della parola, in tempi in cui, per dirla con Ariès, a livello collettivo, proprio la morte è il “proibito”, il grande rimosso.
E i poeti non sono forse coloro che, da sempre, lavorano sulla soglia tra dicibile e ineffabile?

Inside (me)

Inside (me) è stato pensato come progetto di Death Education e ha ottenuto il patrocinio del master, unico in Italia, Death Studies & the end of life – Studi sulla morte e sul morire per l’intervento di sostegno e per l’accompagnamento (Università di Padova), diretto dalla professoressa Ines Testoni.
A ciascun poeta coinvolto è stato chiesto di rispondere con un testo alla domanda: Perché non dovrei temere la morte?; il testo, scritto di proprio pugno dal poeta, è stato sigillato con ceralacca rossa e inserito in un uovo da me confezionato in modo artigianale. Perché l’uovo? Perché è un antichissimo simbolo universale di generazione e di ritorno all’origine (si pensi al progetto Capsula Mundi, https://www.capsulamundi.it/it/).

 

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Contestualmente, ogni poeta ha realizzato un file audio\video con la lettura del testo.
Per il montaggio dei file mi sono avvalsa dell’aiuto preziosissimo di Marco Puglia.
I testi sono stati raccolti in un’antologia autoprodotta (con copertina di Chiara Baldini) che potrà essere distribuita ai visitatori durante l’evento.

Inside (me)

Questi i poeti partecipanti, in ordine alfabetico:
Rossana Abis
Nadia Agustoni
Viola Amarelli
Mariasole Ariot
Mariano Bàino
Chiara Baldini
Donatella Bisutti
Simone M. Bonin
Vito Bonito
Maria Borio
Andrea Breda Minello
Franco Buffoni
Antonella Bukovaz
Nanni Cagnone
Maria Grazia Calandrone
Tiziana Cera Rosco
Gianluca D’Andrea
Andrea De Alberti
Laura Di Corcia
Rita Florit
Francesco Forlani e Mirco Salvadori
Vincenzo Frungillo
Francesca Genti
Marco Giovenale
Stefano Guglielmin
Giovanni Ibello
Sonia Lambertini
Laura Liberale
Eugenio Lucrezi
Giulio Maffii
Marco Malvestio
Franca Mancinelli
Giovanna Marmo
Fosca Massucco
Giusi Montali
Gianni Montieri
Massimo Morasso
Renata Morresi
Luigi Nacci
Paola Nasti
Gilda Policastro
Marilena Renda
Ivan Schiavone
Francesca Serragnoli
Giancarlo Stoccoro
Ranieri Teti
Anna Toscano
Lello Voce

Quanto a me, desidero aggiungere alle quarantanove voci poetiche chiamate a rispondere, quella — filosofica — immensa e definitiva di Vladimir Jankélévitch:

Perché il fatto di esser stato, per lo meno, è inalienabile. Nessuno può privarcene, né contestarlo, nessuno può rifiutarlo a nessuno: si può materialmente sottrarmi l’essere, ma non nichilizzare l’essere-stato.Il morto non può più tornare alla vita, ma colui che ha vissuto non ricadrà mai più nel nulla prenatale […]. Dal momento che qualcuno è nato, ha vissuto, resterà sempre qualcosa di lui, anche se non si può dire cosa. Ormai non possiamo più fare come se questo qualcuno fosse inesistente in generale, o non fosse mai stato. Nei secoli dei secoli si dovrà tener conto di questo misterioso «esser-stato» […]. La differenza tra Egli non è più e Egli non è è una differenza metafisica: il Più niente è distinto per sempre dal nulla puro e semplice, è salvato dall’inesistenza eterna, salvato per l’eternità. Questo esser-stato è come il fantasma di una ragazzina sconosciuta, torturata e annientata ad Auschwitz: un mondo in cui il breve passaggio di questa bambina sulla terra ha avuto luogo è ormai irriducibilmente e per sempre diverso da un mondo in cui questo passaggio non sia avvenuto. Ciò che è stato non può non essere stato.

Laura Liberale
ideatrice e curatrice del progetto

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Un estratto: Vito Bonito

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