#23# Sarà così la morte

GEOGRAFIE DELL’OLTRE

 

NEI MOLTI MONDI

VIDEODRAMMA A SPETTATORE UNICO
Un omaggio a Philip K. Dick
di Guido Acampa e Gabriele Frasca

“Ispirato a un racconto di Philip K. Dick pubblicato nel 1980 da Playboy, I Hope I Shall Arrive Soon, il lavoro, destinato a un solo spettatore per volta, propone un’ora e venti di visione totalmente immersiva, in una sala insonorizzata provvista di una seduta appositamente costruita per questa particolare fruizione.
L’attuale progetto ha origine da un precedente lavoro di Frasca realizzato su invito del Teatro Masque di Forlì, per il quale lo scrittore, chiamato a chiudere con una conferenza-spettacolo una rassegna su Dick, scrisse una prosa da vocalizzareun oratorio, messo in scena, per la prima volta nel maggio del 2008.
Tutto ruota attorno alla strana vicenda di Victor Chemi, che affronta un viaggio decennale nello spazio profondo, diretto verso un altro mondo. È ibernato ma cosciente a causa del malfunzionamento del sistema. Viene pertanto intrattenuto dal computer di bordo che gli suggerisce un ricordo dopo l’altro per non impazzire.
Dick presupponeva l’esistenza di mondi che vivono in parallelo fra cui la realtà subatomica non farebbe che scivolare. Già David Lewis, pochi mesi prima di morire aveva dichiarato che a ciascuno di noi non sarebbe mai toccata la morte, solo un crescente deteriorarsi da un ramo all’altro di molti mondi, che ci avrebbe lasciati «eternamente morenti».
Di qui l’ispirazione per la prima messa in scena realizzata in collaborazione con Roberto Paci Dalò.
Poi l’idea del videodramma ha preso la sua forma definitiva con Guido Acampa, videomaker autore di opere dal forte impatto visivo. Insieme hanno immaginato una coltre formata dalla compresenza di molteplici colori, il «grigio di Hilbert», dal quale sarebbero emerse con difficoltà immagini instabili, pronte a scomporsi e ricomporsi ancora. Una dimensione in cui poter scivolare poco a poco nella stessa posizione del personaggio. Occorreva uno spazio adatto, uno spazio «claustrofilmico», cui far accedere uno spettatore per volta. Solo così sarebbe stata possibile una fruizione individuale, come da libro a stampa.
Interpretato da Raffaele Ausiello, con musiche originali di Nino Bruno e Massimiliano Sacchi.”

(dal comunicato stampa della Galleria Civica di Modena)

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