#17# USCIRE DAL RIMORSO

GEOGRAFIE DELL’OLTRE

 

Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro. E non basta una eternità per cancellarlo. Fra miliardi di secoli, la sofferenza e la solitudine di mia mamma, provocate da me, esisteranno ancora. E io non posso rimediare. Espiare soltanto, semmai, sperando che lei mi veda.
Ma lei non mi vede. Lei è morta e distrutta, non sopravvive, o meglio non restano più che i residui del suo corpo orrendamente umiliato dagli anni, dal male, dalla decomposizione e dal tempo.
Niente? Proprio niente rimane. Di mia mamma non esiste più nulla?
Chissà. Di quando in quando, specialmente nel pomeriggio, se mi trovo solo, provo una sensazione strana. Come se qualcosa entrasse in me che pochi istanti prima non c’era, come se mi abitasse un’essenza indefinibile, non mia eppure immensamente mia, e io non fossi più solo, e ogni mio gesto, ogni parola, avesse come testimone un misterioso spirito. Lei! Ma l’incantesimo dura poco, un’ora e mezzo, non di più. Poi la giornata ricomincia a macinarmi con le sue aride ruote.

Dino Buzzati (da I due autisti)

 

houdardillus1

Emmanuelle Houdart

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